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Luigi
Granetto: il secondo
giorno della Genesi
al Museo Torre Pallotta di Altomonte per la mostra " Come dentro uno
specchio. L'Europa nell'arte italiana 1990-1910" curata da Carmine
Benincasa
Carmine
Benincasa Come dentro uno specchio. L'Europa nell'arte
italiana 1990-1910 Spirali. Catalogo edito in occasione
dell'esposizione al Museo Torre Pallotta di Altomonte, luglio-agosto 1991,
pubblicato da Spirali/Vel nella collana "Le peintre et le temps",
curata e diretta dal critico Carmine Benincasa. Artisti presenti: Afro,
Ferdinando
Ambrosino, Franco
Angeli, Giacomo
Balla, Umberto
Boccioni, Alighiero
Boetti, Alberto
Bragaglia, Alberto
Burri, Giuseppe
Capogrossi, Carlo
Carrą, Felice
Casorati, Vittorio
Cavicchioni, Mario
Ceroli, Giorgio
de Chirico, Salvatore
Emblema, Pericle
Fazzinini, Riccardo
Tommasi Ferroni, Tano
Festa, Lucio
Fontana, Omar
Galliani, Luigi Granetto, Renato
Guttuso, Bruno
Liberatore, Osvaldo
Licini, Alberto
Magnelli, Giacomo
Manzł, Edgardo
Mannucci, Marino
Marini, Arturo
Martini, Nicola
Maria Martino, Umberto
Mastroianni, Fausto
Melotti, Marcello
Mondazzi, Alfio
Mongelli, Luigi
Montanarini, Giorgio
Morandi, Achille
Pace, Alessio
Paternesi, Bruno
Pinto, Arnaldo
Pomodoro, Salvatore
Provino, Fernando
Rea, Mauro
Reggiani, Giuseppe
Santomaso, Mario
Schifano, Claudio
Schiavoni, Toti
Scialoja, Gino
Severini, Mario
Sironi, Ardengo
Soffici, Atanasio
Soldati, Alessandro
Taglioni, Stefano
Tonelli, Sandro
Trotti, Giulio
Turcato, Aldo
Turchiaro, Emilio
Vedova. Questa mostra non č un evento ricapitolativo delle
vicende artistiche italiane del '900. Non racchiude né ratifica i risultati
della ricerca dell'arte in questo secolo. Non ripercorre il cammino storico
delle linee di tendenza o degli sviluppi poetici delle molteplici esperienze
artistiche teorizzate a volte in "manifesti" e a volte divenute
soltanto testimonianza fedele di una "pratica" pittorica o del
mestiere di pittore. Questa mostra vuole essere come il gesto di Pollicino
che dissemina lungo il percorso sassolini, uno dopo l'altro, al fine di
lasciare orme e tracce per poter rileggere il sentiero percorso e, passo
dopo passo, essere ripercorso per giungereal luogo che conduce alla casa.
"Occorre diffidare di colui che vuol mettere ordine" era solito
affermare Diderot. La vasta storiografia critica di questo secolo ha
stabilito, da tempo e perentoriamente, gerarchie e valori, primati e
graduatorie; ha individuato protagonisti e comparse, pronunciando giudizi
sui vari ruoli storici svolti dai protagonisti e, tracciando senza alcuna
perplessitą la mappa degli eventi registrati in tutto l'arco del ventesimo
secolo, ha pronunciato il verdetto sui ruoli istituzionali dei vari soggetti
principali di questa storia e ha emarginato, se non obliato, altre storie di
vita. Noi, invece, siamo stati chiamati a mettere disordine, e vogliamo
essere fedeli a questo mestiere. E questa fedeltą la viviamo
anche in questa mostra, e il catalogo ne testimonia in parte il gesto differente
e altro dall'ordine decretato dai grammatici del sapere
dell'arte.
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