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Dirty Dancing

Patrick Swayze and Jennifer Grey
star as mismatched lovers causing a scandal in a holiday
resort. She's a spoilt
teenager and he's a dancing teacher from the other side
of the tracks, together they generate just enough
sparks on the dance floor to mask the superficial nature
of the whole enterprise. Dialogue to die for though:
"Nobody puts Baby in the corner." Classic
stuff. Honest.
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Care soppiste e adorabili
gnomizzisti,
ho in serbo per voi un succulento revival
cinematografico, che vi farà accapponare la
pelle, traboccare ricordi che pensavate passati
per sempre. Ma perché mai una come me dovrebbe
scrivere di cinema? Bè, anzitutto per dimostrare
che nonostante il novanta per cento dei casi lo
spettatore non vive ciò che vede, tuttavia il
suo legame con l'immagine è molto profondo e, di
questo è possibile parlarne. L'immagine
cinematografica entra tanto vivamente nei ricordi
di ognuno, da confondersi a tal punto con essi
che quasi, a distanza di tempo, può diventare
difficile distinguere, tantomeno separare, ciò
che realmente si è sperimentato, da ciò che è
stato soltanto visto. Quell'azione di
immedesimazione dura tutta una vita, e di questo
voglio parlarvi. Messi alle strette, care
soppiste e adorabili gnomizzisti, non potrete non
dire la vostra. Come dice sempre Grazia Colombo:
"le soap opera durano sempre",
aggiungiamo: i film pure! Entriamo subito nel
cuore della questione e, come esordio non
possiamo non scegliere quello splendido film del
1987, che è: Dirty
Dancing
, con Patrick Swayze (Johnny
Castle) e Jennifer Grey (Baby). Estate
1963. Baby è in vacanza con la sua famiglia a
Catskills, dove incontra Johnny, maestro di danza
del villaggio turistico di cui, dopo varie
vicende, diviene compagna di ballo e d'amore. Il
film può essere letto come l'iniziazione di
un'adolescente alla propria femminilità. Ciò si
compie attraverso il potere che la musica riesce
ad esercitare sul corpo, al punto da trasformare
i movimenti goffi di una diciassettenne, in
quelli di una donna che sa come farsi desiderare.
Al centro del film ci sono corpi che si
trasformano quando interagiscono gli uni con gli
altri. Corpi a confronto che si scontrano, che si
dividono spazi, i quali non è possibile varcare
senza subire conseguenze, di qualunque tipo.
Tutto ciò è coinvolgente al punto tale che per
un'ora e quarantacinque minuti non puoi fare a
meno di alzarti, camminare, accennare a qualche
passo di danza e, di nuovo, sederti, guardarti
intorno per controllare che nessuno invada il tuo
spazio, lì dove tu sei solo, e ti senti quasi in
colpa, come se stessi sfogliando qualcosa di
proibito, perché ci sono corpi che parlano di un
universo meraviglioso, nonché "dirty".
Ipnosi e fascino delle canzoni del film: I've had
the time of my life, e Be My Baby, che ti fanno
venire la pelle d'oca, ti emozionano al punto
tale che avresti voglia di gridare che il tuo
corpo è pronto, che farai tutto quello che
Johnny vuole che tu faccia. Poi ti siedi, cerchi
di tornare padrone dei tuoi sentimenti, ma dentro
te c'è qualcuno che continua a ripeterti: Nobody
puts Baby in a corner!.
E
ora, care soppiste e adorabili gnomizzisti,
diamo il via ai nostri ricordi. Per forza
maggiore, la prima a mettermi in gioco sarò io,
con un episodio realmente accadutomi la scorsa
estate. Agosto 1999, Santa Marinella. Con quattro
amici eravamo andati a fare un week-end al mare e
il sabato sera poi, tutti in discoteca. Il DJ,
che amava solo musica degli anni Ottanta, scelse
proprio lei: la mitica "I've had the time of
my life"! Penso che più di qualche ragazza
avesse sognato in quel momento di avere davanti a
sé il suo bel Johnny Castle, ma toccava
accontentarsi di quello che passava la
casa… Poi a mezzanotte andammo in
spiaggia, e Sergio, il mio ragazzo, disse:
«Perché non rifacciamo la scena del film,
quando Johnny solleva Baby ad angelo (così si
chiama quella figura della danza) nell'acqua?».
E' dire poco che me lo guardai come per dire: ma
questo stasera che s'è fumato? Tuttavia mi
lasciai coinvolgere in questa cosa tutta coatta.
Fortuna che l'acqua era calda, perché ci
inzuppammo talmente alla grande che alla fine
dovemmo tornare a casa di corsa. La serata fu
comunque magnifica: potere dell'immagine
cinematografica! |
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